Il porto antico di Adulis: la porta dell’Eritrea sul Mar Rosso
Il porto antico di Adulis è stato per secoli la porta principale fra l'Africa e il mondo antico, ed è da qui che prendiamo il nome. Nel suo periodo d'oro, fra il I e il VII secolo d.C., Adulis era lo scalo sul Mar Rosso del regno di Axum e collegava l'Africa orientale a Roma, Alessandria d'Egitto, la Grecia e l'India. Oggi è uno dei siti archeologici più importanti e meno visitati al mondo, con uno scavo ancora attivo in cui la storia continua a riemergere.

Storia del porto antico di Adulis
Le fonti classiche, a cominciare dal Periplo del Mare Eritreo (60 d.C. circa), descrivono il porto antico di Adulis come una città prospera, dove i mercanti del Mediterraneo scambiavano stoffe, vino e bronzo con avorio, gusci di tartaruga, ossidiana e oro africano. Il nome della città deriva da un termine antico che significa «sabbie bianche». Dopo il VII secolo, l'interruzione delle rotte commerciali a opera dei mercanti arabi e l'insabbiamento del porto posero fine alla sua importanza commerciale. I viaggiatori europei ne documentarono le rovine a partire dal 1840; oggi lo scavo prosegue con una missione congiunta eritreo-italiana.
Cosa vedere nel sito archeologico di Adulis
- 01Le fondamenta della basilica bizantina del V-VI secolola struttura più grande ancora visibile, un tempo una delle principali chiese del regno di Axum
- 02I resti di templi e palazzi, con più fasi costruttive dal I al VII secolo d.C. e ampie porzioni ancora da scavare
- 03Le strade e le mura dell'antica città, il cui impianto urbano si legge ancora in diversi punti del sito
- 04Le trincee di scavo attivela missione congiunta eritreo-italiana lavora qui da oltre dieci anni e, quando la campagna è in corso (di norma da ottobre a marzo), potete vedere gli archeologi al lavoro. Verifichiamo sempre lo stato della campagna prima della vostra visita
- 05I frammenti di ceramica mediterranea, cocci arrivati da Roma, dalla Grecia e dal Medio Oriente, visibili in superficie

Cosa fare nei dintorni di Adulis
Visitare il Golfo di Zula
Pochi chilometri a sud di Adulis, il villaggio di Zula si affaccia sul Golfo di Zula, un'insenatura costiera di 50 km che segna l'estremità settentrionale della Rift Valley africana. Dal punto di vista geologico il golfo è straordinario e il paesaggio ha qualcosa di lunare. Nel villaggio merita una sosta anche un pozzo ottomano di 150 anni.

Esplorare la città vecchia di Massaua
Adulis si visita sempre in giornata partendo da Massaua. Dopo il sito, il pomeriggio è dedicato alla città vecchia in pietra corallina: la Moschea dei Compagni (616 d.C.), la moschea di Sheikh Hanafi (XV secolo), le rovine del Palazzo Imperiale e il monumento ai caduti. Il pesce fresco del Mar Rosso sul lungomare è il modo migliore per chiudere la giornata.

Cominciare dal Museo Nazionale di Asmara
Il Museo Nazionale di Asmara conserva la migliore raccolta di reperti provenienti dagli scavi di Adulis: ceramiche, iscrizioni e materiali della basilica bizantina. Vedere il museo prima del sito rende le rovine molto più leggibili. Proprio per questo tutti i nostri tour archeologici in Eritrea prevedono la visita al museo già nel primo giorno.
Come arrivare al porto antico di Adulis
Adulis si trova 60 km a sud di Massaua e si raggiunge lungo una pista costiera sul Mar Rosso percorribile solo in fuoristrada 4x4. Da Massaua servono 1,5-2 ore di viaggio; per arrivare a Massaua da Asmara si scende invece in circa 2,5 ore lungo la spettacolare discesa dall'altopiano.

Servono i permessi. Per visitare Adulis occorrono due permessi di viaggio: quello per Massaua e un secondo permesso speciale, valido specificamente per Adulis e Zula. Ogni permesso indica una sola destinazione, con date e veicolo, e va richiesto in Eritrea il giorno prima della visita; sul sito è sempre obbligatoria anche una guida locale autorizzata. Ce ne occupiamo noi: voi non dovete richiedere nulla. Il visto eritreo si ottiene all'arrivo (70 USD) presentando la Lettera d'Invito (50 USD), 120 USD in tutto; noi prepariamo la Lettera d'Invito, il visto lo rilasciano le autorità eritree. Tutti i dettagli sono nella nostra guida a visto e permessi per l'Eritrea.
Quando andare ad Adulis
Il periodo migliore va da ottobre a marzo, quando sulla costa si sta fra i 26 e i 32°C. Da giugno a settembre si superano i 40°C ed è meglio evitare. Anche la campagna di scavo si svolge fra ottobre e marzo. Portate almeno 3 litri d'acqua a testa, protezione solare completa e scarpe robuste: sul sito non c'è un filo d'ombra.
Domande frequenti sul porto antico di Adulis
- 01
Adulis si può visitare in autonomia, senza guida?
No, Adulis non si può visitare in autonomia: l'accesso richiede sempre una guida locale autorizzata e i permessi di viaggio governativi, compreso il permesso speciale valido per Adulis e Zula. Non esiste un ingresso libero al sito. Organizziamo tutto noi, all'interno del nostro tour archeologico dell'Eritrea di 7 giorni oppure come escursione di un giorno da Massaua. - 02
Vale la pena visitare Adulis se non si è appassionati di archeologia?
Sì, Adulis vale la visita anche per chi non si è mai occupato di archeologia, soprattutto in compagnia di una buona guida locale. Le rovine visibili hanno bisogno di contesto storico per essere apprezzate davvero. Lo scavo ancora attivo e il paesaggio del Golfo di Zula tutt'intorno aggiungono però una dimensione che resta impressa anche a chi parte senza alcun interesse per l'antichità. Molti dei nostri ospiti indicano Adulis come la sorpresa più bella del viaggio in Eritrea. - 03
Adulis o Qohaito: quale sito archeologico visitare?
Adulis e Qohaito sono complementari: Qohaito è più spettacolare da vedere, Adulis è più importante dal punto di vista storico. Qohaito (incluso nel nostro tour archeologico e nel tour di 9 giorni) regala pilastri di templi ancora in piedi, una diga antica e pitture rupestri a 2.600 m di quota. Adulis pesa di più nella storia del commercio internazionale e ha il fascino unico di uno scavo ancora aperto. Sono entrambi eccezionali: un vero tour archeologico dell'Eritrea dovrebbe comprenderli tutti e due.