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Sito archeologico di Zula, Eritrea: rovine di Adulis, permessi e visite

Il sito archeologico di Zula, sulla costa occidentale del Golfo di Zula a sud di Massaua, conserva le rovine di Adulis, che fra il I e il VII secolo d.C. fu il principale porto marittimo del regno aksumita sul Mar Rosso. L'area di scavo si visita soltanto con un permesso di viaggio e in compagnia di una guida autorizzata. Per chi si occupa di tarda antichità o delle prime migrazioni dell'uomo moderno è uno degli ultimi grandi paesaggi archeologici dell'Africa orientale rimasti fuori dai circuiti turistici.

Il sito archeologico di Zula in Eritrea si trova vicino al porto di Massaua sul Mar Rosso
Massaua, la porta sul Mar Rosso da cui si raggiunge il sito archeologico di Zula.

In questa guida trovate la storia di Adulis, che cosa si vede davvero sul terreno, i due permessi che l'Eritrea richiede, che cosa offre questa costa e perché qui un operatore autorizzato non è una comodità ma un obbligo di legge.

Perché il sito archeologico di Zula merita il viaggio

Chi arriva dall'Italia ha negli occhi decine di siti classici recintati e spiegati da pannelli bilingui. Zula è l'esatto contrario: nessuna transenna, nessuna biglietteria, nessun banco di souvenir, solo una piana costiera bassissima sopra cui l'aria trema per il calore e, in mezzo, gli allineamenti di pietra di una città. Qui i mercanti aksumiti caricavano avorio, incenso e oro per l'impero romano e poi per quello bizantino.

C'è poi una seconda stratigrafia, di scala completamente diversa. Nei dintorni sono stati raccolti strumenti in ossidiana vecchi di oltre 125.000 anni, considerati una prova che l'uomo moderno usò proprio questa rotta costiera per uscire dall'Africa. Sul Golfo di Zula si sovrappongono quindi due profondità temporali: la preistoria della nostra specie e la storia commerciale della tarda antichità.

Aggiungete il fiume Aligede orlato di mangrovie, i fondali delle Dahlak e il paese agricolo di Foro, ed è chiaro perché questa zona venga definita la costa del patrimonio nascosto dell'Eritrea: il valore di Zula non sta nella spettacolarità delle rovine, basse e discrete, ma nella densità di ciò che quel suolo ha visto passare.

Storia di Adulis e di Zula: dal I al VII secolo d.C.

Zula deve la propria fama al porto vicino di Adulis. Già nel I secolo d.C. Adulis commerciava con il mondo mediterraneo e da allora fino al VII secolo rimase il principale scalo marittimo del regno di Aksum. I mercanti greci la chiamavano «l'emporio legittimo degli Etiopi», la formula che il Periplo del Mare Eritreo riserva agli scali riconosciuti: non un ancoraggio di fortuna, ma un porto regolato.

Attraverso questo porto Aksum esportava corno di rinoceronte, tartaruga, persone ridotte in schiavitù e animali esotici verso l'Egitto, la Grecia e oltre. In cambio arrivavano vetri, vino e olio d'oliva. Adulis non era dunque un avamposto periferico ma un nodo fra il Mediterraneo, l'Arabia e l'India, come conferma la cultura materiale emersa dagli scavi.

Che cosa si vede sul posto e che cosa sappiamo solo dagli scavi

La distinzione conta, perché evita delusioni. Visibile sul terreno è l'impianto planimetrico: i perimetri dei palazzi regi, il profilo di una basilica cristiana datata al V e VI secolo, i resti di un grande serbatoio idrico. Sono allineamenti murari e fondazioni a livello del suolo, non alzati: niente ricostruzioni, niente centro visite, niente vetrine.

Noto solo dagli scavi è invece tutto il materiale mobile che documenta il commercio a lunga distanza: monete romane, ceramica bizantina, perle indiane, iscrizioni in greco e in ge'ez. Questi oggetti non giacciono in superficie, sono stati recuperati e catalogati. Chi entra nell'area senza una spiegazione vede soprattutto file di pietre nella sabbia. La guida specializzata prevista dal permesso non è quindi un formalismo: è la chiave di lettura del sito.

Un dato sorprende quasi tutti. Le rovine oggi si trovano a diversi chilometri dall'attuale linea di costa: si visita un porto marittimo senza mare. È l'elemento più impressionante del sito, perché mostra su quale scala temporale questa costa si sia trasformata, insabbiandosi fino a lasciare la città all'asciutto.

Quando l'impero persiano prima e l'espansione islamica poi riorganizzarono le rotte del Mar Rosso, Adulis perse la propria funzione e Zula tornò a essere un tranquillo villaggio di pescatori. Le rovine però non sono mai scomparse: oggi l'area è tutelata e figura fra i siti archeologici più importanti dell'Eritrea. Vale la pena ricordarlo a chi conosce Massaua nelle sue vesti ottomana, egiziana e poi italiana: Adulis la precede di oltre un millennio e mezzo.

Cosa vedere a Zula e nel Golfo di Zula

Zula si trova a breve distanza da alcune delle mete più interessanti dell'Eritrea. Conviene abbinare le rovine di Adulis al porto di Massaua sul Mar Rosso e alla spettacolare discesa dall'altopiano di Asmara: il Golfo di Zula diventa così una tappa naturale di qualunque itinerario nell'Eritrea orientale.

Antico ponte in pietra sulla strada che porta al Golfo di Zula, in Eritrea
Le vecchie piste carovaniere attraversano ancora la piana di Zula.
  • 01

    Le rovine di Adulis

    Sono il vero motivo del viaggio. Si cammina fra muri di pietra che un tempo racchiudevano una città prospera, fra i 5.000 e i 10.000 abitanti. Cercate il fonte battesimale nella basilica e i resti del grande serbatoio. Portate un cappello: l'ombra è quasi inesistente. Una guida del posto, che Adulis Travel mette a disposizione, illustra le fasi di occupazione: aksumita, preaksumita e persino una frequentazione islamica antica.
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    Il Golfo di Zula e l'arcipelago delle Dahlak

    A soli 4 o 5 km dal paese, le spiagge del Golfo di Zula offrono sabbia bianca intatta e acqua così limpida da distinguere le stelle marine anche con l'acqua alla vita. Da ottobre a marzo il mare è calmo, ideale per il kayak e per lo snorkeling. L'arcipelago delle Dahlak, oltre 200 isole, è un sogno per chi fa immersioni: dugonghi, tartarughe marine e nuvole di pesci vetro. Le escursioni in giornata si organizzano tramite il vostro operatore.
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    Le mangrovie dell'Aligede

    A sud di Zula il fiume Aligede scorre fra il Jebel Gedem e il monte Arbalu, poi si apre in un delta di mangrovie. È uno dei posti migliori dell'Eritrea per osservare gli uccelli migratori, fra cui fenicotteri, aironi e martin pescatori, e per capire come le mangrovie facciano da vivaio al pesce giovane. Una gita in barca fra i canali vale il tempo.
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    Foro, l'Eritrea rurale

    Sei chilometri a ovest di Zula, il piccolo centro agricolo di Foro sorge alla confluenza di tre fiumi: Haddas, Aligede e Camaile. Qui si coltivano sorgo, miglio e ortaggi. Una sosta restituisce la vita rurale senza filtri: donne che intrecciano ceste, bambini che portano le capre al pascolo, anziani al caffè. La popolazione ha fama di essere collaborativa e ospitale.

Come arrivare al sito archeologico di Zula: servono due permessi

La trasferta va pianificata da Asmara con cura. La cosa più importante è che in Eritrea serve sempre un permesso di viaggio per spostarsi fuori da Asmara, e Zula non fa eccezione. Con un operatore registrato come Adulis Travel la pratica è semplice: a voi basta fornire i dati del passaporto. Da non confondere con il visto d'ingresso in Eritrea: sono documenti distinti e servono entrambi.

⚠️ Importante: i permessi di viaggio sono obbligatori

Per Zula e Adulis servono due permessi: prima un permesso di viaggio generale per raggiungere Massaua, poi un permesso speciale aggiuntivo per Zula e Adulis. Senza entrambi i documenti non si accede all'area archeologica.

Permesso di viaggio in Eritrea: come funziona nel dettaglio

  • 01
    Due permessi necessari:
    un permesso di viaggio generale per visitare Massaua, più un permesso speciale aggiuntivo per Zula e Adulis.
  • 02
    Guida autorizzata inclusa:
    una guida esperta del Ministero del Turismo vi accompagna da Massaua a Zula e vi racconta la storia dell'antico porto aksumita.
  • 03
    Pratica semplice:
    il vostro operatore, per esempio Adulis Travel, presenta i dati del passaporto almeno un giorno prima della partenza.
  • 04
    Contenuto del permesso:
    viene rilasciato a Massaua e indica esattamente quali luoghi potete visitare (Adulis, Zula, Foro, area del golfo).
  • 05
    Accompagnamento ufficiale:
    per tutta la visita siete accompagnati da una guida autorizzata e da un autista del Ministero del Turismo.
  • 01

    Come si arriva a Zula

    Su strada: da Asmara si scende verso Massaua in circa 2,5 ore, lungo una delle strade di montagna più spettacolari del Corno d'Africa. Da Massaua sono altri 60 km verso sud in fuoristrada, all'incirca da 1,5 a 2 ore sulla pista costiera.
  • 02

    Perché bisogna partire all'alba

    Zula e la fascia costiera intorno a Massaua sono estremamente calde: le temperature superano spesso i 40 °C. Raccomandiamo perciò di partire di primo mattino. Ecco come organizzare la giornata:
  • 01
    Pernottamento a Massaua:
    scendete da Asmara a Massaua nel pomeriggio e dormite in albergo sulla costa.
  • 02
    Partenza all'alba:
    lasciate Massaua la mattina seguente fra le 6.00 e le 7.00, prima che il caldo diventi intenso.
  • 03
    Zula e Adulis in mattinata:
    calcolate circa tre ore fra le rovine antiche, finché la temperatura resta sopportabile.
  • 04
    Rientro nel primo pomeriggio:
    tornate a Massaua prima delle ore peggiori. Da lì potete risalire ad Asmara, circa 3 ore in salita, oppure fermarvi un'altra notte sulla costa.

Quando visitare Zula e Adulis

Programmate il viaggio fra ottobre e marzo. Sono i mesi con le temperature più tollerabili e sulla costa dicembre e gennaio sono i migliori. Evitate il periodo fra giugno e settembre, a meno di sopportare molto bene caldo estremo e umidità.

Rovine sul lungomare dell'antico porto di Massaua, in Eritrea
Rovine lungo la costa a nord del Golfo di Zula.

Serve un tour operator per visitare Zula?

Sì. Il governo eritreo prescrive che i visitatori stranieri siano accompagnati da un operatore registrato nelle zone ad accesso regolamentato come Zula. La norma tutela la vostra sicurezza e protegge le aree archeologiche da prelievi non autorizzati.

  • 01

    Zula è sicura per chi viaggia da solo?

    Zula si visita solo con guida autorizzata e permesso di viaggio valido, e i nostri viaggiatori non segnalano problemi. La gente del posto è cordiale e abituata ai visitatori, e i reati contro gli stranieri sono rari. I rischi concreti non sono criminali ma ambientali, in primo luogo colpo di calore e disidratazione: seguite le indicazioni della guida su acqua e orari e, prima di prenotare, consultate gli avvisi della Farnesina.
  • 02

    Quanto tempo dedicare al sito archeologico di Zula?

    La maggior parte dei visitatori trascorre da 1 a 2 ore fra le rovine di Adulis e poi altrettante sulla spiaggia del Golfo di Zula. Un'escursione in giornata da Massaua è più che sufficiente. Se volete aggiungere le mangrovie e Foro, mettete in conto due giorni con un pernottamento a Massaua.

Domande frequenti sul sito archeologico di Zula

Per che cosa è famoso il sito archeologico di Zula?

Zula è famosa per le rovine dell'antica città portuale di Adulis, uno dei principali porti commerciali della civiltà aksumita, che collegava il Corno d'Africa con l'impero romano, l'Arabia e l'India.

Come si arriva al sito archeologico di Zula da Massaua?

Zula e le rovine di Adulis si trovano a sud di Massaua, lungo la costa del Mar Rosso, a circa 60 km. Di norma si raggiungono con un'escursione guidata in giornata in fuoristrada, organizzata da un operatore eritreo registrato e con il permesso di viaggio richiesto.

Serve un permesso per visitare Zula e Adulis?

Sì. Per Zula e per il sito archeologico di Adulis il permesso di viaggio in Eritrea è obbligatorio, poiché l'area si trova fuori da Asmara. Nel dettaglio i documenti sono due: un permesso generale per Massaua e un permesso speciale per Zula e Adulis. Operatori come Adulis Travel li richiedono entrambi in anticipo per voi.

Che cosa si vede alle rovine di Adulis a Zula?

Si vedono i resti di edifici antichi in pietra, le fondazioni di chiese e abitazioni, frammenti di ceramica e l'impianto di quella che fu una fiorente città portuale di epoca aksumita, oggi distante diversi chilometri dall'attuale linea di costa.

A quale epoca risale l'antica città portuale di Adulis?

Adulis commerciava con il mondo mediterraneo già nel I secolo d.C. e rimase fino al VII secolo il principale scalo marittimo del regno aksumita. La basilica cristiana presente nell'area è datata al V e VI secolo.

Qual è il periodo migliore per visitare il Golfo di Zula?

Da ottobre a marzo, con dicembre e gennaio come mesi più piacevoli. Fra giugno e settembre sulla costa dominano caldo estremo e umidità, con temperature che superano regolarmente i 40 °C.

Cosa vedere a Zula oltre al sito archeologico?

Le spiagge del Golfo di Zula a 4 o 5 km dal paese, il delta di mangrovie del fiume Aligede con i suoi uccelli migratori, il paese agricolo di Foro sei chilometri a ovest e, via mare, l'arcipelago delle Dahlak con oltre 200 isole.

Per altri siti storici e consigli pratici di viaggio, consultate la nostra guida di viaggio all'Eritrea.

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